HOME






"Italian and british artists meet Milan"


The Workbench international presents:  "Italian and british artists meet Milan"

ARTISTS: Pennacchio Argentato, Enrico Boccioletti, Stefano Calligaro, James Clarkson, Ditte Gantriis, Nicholas Hatfull, Jacopo Miliani, Gianandrea Poletta, Gianni Politi and Dallas Seitz.

Curated by Pietro Di Lecce

Texts by Pietro Di Lecce

Opening 3 August 2015  6.30 - 9.30  pm

3 August - 15 October 2015

Address: The Workbench International, via Vespri Siciliani 16/4 Milan, Italy





The group exhibition, inaugurated to coincide with Milan Expo, will explore the idea that a British artist (not necessarily British by birth but the artist must be living in Britain) and an Italian artist have of Italy. Perhaps Italy is the only country in the world to be so hated and yet, at the same time, so loved by its own  population.
The purpose of this exhibition is to investigate whether there are still features  which distinguish us   abroad and to identify  what exactly it is that Italy and Italians invoke  in the global imagination.
Artists  may concentrate on  features of the city of Milan that particularly strike them   or widen the scope of their research to embrace our world-famous artistic and artisanal tradition.
A further aim  of this exhibition is to have British and Italian artists interact in order to understand whether  globalisation is able to homogenise the customs and traditions of a country,  thereby erasing  unique habits, rituals and lifestyles.
The concept’s dual message is tackled  by artists who, as well as living in different countries, have dissimilar ages and working backgrounds.
The exhibition space, housed in a former 1950s jewellery factory in Milan, which still contains some  items  of  period furniture  and machinery, stimulates the artists to communicate  with the setting, inevitably leading them to  measure themselves against  the legendary world of Italian craftsmanship.

La collettiva presentata in occasione dell’Expo di Milano, approfondirà l’idea che un artista inglese (non necessariamente per nascita ma soprattutto perché vive in Inghilterra) e un italiano ha dell’Italia. Forse nessun Paese come l’Italia è così odiato e insieme amato dalla sua stessa popolazione.
L’intento di questa mostra è di indagare se esistano ancora degli elementi che ci caratterizzano all’estero e di individuare che cosa evocano l’Italia e gli italiani nell’immaginario internazionale.
Gli artisti potranno nello specifico cercare anche elementi della città di Milano che più li colpiscano o semplicemente estendere questa ricerca nella nostra tradizione artistica e artigianale, famosa in tutto il mondo.
Inoltre, questa mostra ha lo scopo di fare interagire tra di loro artisti inglesi e italiani, per comprendere se la globalizzazione sia in grado di uniformare gli usi e costumi delle popolazioni, cancellando così abitudini, tradizioni e stili di vita unici.
Il messaggio ambivalente del concept è interpretato da artisti che, oltre a vivere in Paesi differenti, hanno età e percorsi lavorativi dissimili.
Lo spazio espositivo, ospitato all’interno di una ex fabbrica di oreficeria milanese degli anni Cinquanta che ha mantenuto alcuni arredi e macchine dell'epoca, stimola gli artisti a dialogare con il luogo, il quale inevitabilmente li porta a confrontarsi con il mondo storico dell'artigianato italiano.

Pics by Emanuele Minetti





               .